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Poco più di una donna su due lavora in Italia, mentre in Umbria il dato supera il 60%, anche se la distanza rispetto agli uomini resta marcata. È quanto emerso a Perugia durante il convegno “L’Italia in chiave di genere – Lavoro, impresa e partecipazione femminile per la crescita del Paese”, promosso dalla Consigliera nazionale di Parità Filomena D’Antini con la consigliera regionale Rosita Garzi presso la Camera di commercio dell’Umbria. Nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione femminile in Italia tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto il 54,8%, a fronte del 71,9% maschile, registrando un divario di 17,1 punti, mentre l’Umbria ha registrato nel 2025 un tasso più alto, pari al 63%. Sul fronte dei guadagni la situazione mostra luci e ombre: se lo scarto retributivo orario lordo in Italia è contenuto al 5,2% contro l’11,1% della media europea, il reddito annuo complessivo vede un forte stacco, come evidenziato dai dati umbri del 2024 che mostrano una media annua di 20.721 euro per le donne contro i 27.141 euro per gli uomini. Durante l’incontro si è sottolineato il valore di strumenti come la certificazione della parità di genere (Uni/PdR 125:2022), le misure di conciliazione vita-lavoro e il sostegno alle donne vittime di violenza, ricordando che sul territorio umbro si contano 256 imprese certificate e 772 siti aziendali adeguate agli standard. I dati elaborati da InfoCamere per il secondo trimestre 2026 mostrano inoltre la presenza di 19.399 imprese femminili attive in regione, pari al 25,2% del totale, concentrate soprattutto nei servizi, nel commercio, nell’agricoltura e nell’assistenza sociale, con le donne che ricoprono il 30,9% delle cariche aziendali complessive. I partecipanti al confronto, tra cui l’assessora Simona Meloni, il presidente camerale Giorgio Mencaroni e rappresentanti di enti, ordini professionali e aziende come Aboca, Tarkett e Sintagma, hanno rimarcato come valorizzare il lavoro e il talento femminile sia fondamentale non solo per la giustizia sociale, ma anche per contrastare la denatalità, trattenere i giovani e dare impulso all’economia.

admin

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