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Un uomo irreperibile, una madre che all’anagrafe risulta nubile e un bambino nato in un ospedale umbro per poi sparire nel nulla. È il giallo ricostruito dalla Procura di Perugia. L’imputato è accusato di falsa dichiarazione a pubblico ufficiale.

La vicenda ha inizio all’ospedale di Branca, dove un uomo si presenta per denunciare la nascita del figlio. All’ufficio anagrafe interno, fornisce le proprie generalità, quelle della presunta moglie, il nome del neonato e indica come residenza della famiglia un indirizzo a Gualdo Tadino. L’atto viene formalmente registrato.

Dopo circa venti giorni, gli impiegati dell’ufficio anagrafe comunale si accorgono che i dati non combaciano con la realtà. All’indirizzo fornito a Gualdo Tadino nessuno dei due risulta residente. Anzi, non risulta che abbiano mai avuto residenza in Umbria.

Il Comune tenta di chiamare l’uomo per rettificare le dichiarazioni, ma invano. Lui non si presenta. La coppia, con il neonato, sembra essere evaporata subito dopo le dimissioni dell’ospedale, lasciando dietro di sé solo una scia di documenti inattendibili. La Procura di Perugia, raccolti gli elementi, ha quindi chiesto il processo per il reato di falsa dichiarazione.

 

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