L’episodio risale allo scorso 27 dicembre 2024, quando la vittima, un uomo che si stava recando alla palestra comunale nella zona di Sant’Erminio, è stato azzannato alla gamba destra. Secondo quanto ricostruito, il cane, di proprietà della donna, sarebbe sfuggito al controllo della padrona, mordendo il malcapitato. Nell’aggressione l’animale ha provocato una “piccola ferita al terzo distale di gamba” e ha strappato i pantaloni dell’uomo.
Subito dopo l’accaduto, la vittima ha riferito di aver avvertito dolori e un malessere diffuso, tanto da dover ricorrere alle cure del Pronto soccorso. Qui i medici gli hanno medicato e disinfettato la ferita, prescrivendogli una terapia antibiotica della durata di sei giorni.
L’iter giudiziario è scattato dopo un iniziale tentativo di mediazione tra le parti, durante il quale la proprietaria dell’animale avrebbe ammesso le proprie responsabilità, arrivando a promettere un risarcimento danni che, però, non è mai stato materialmente corrisposto. A quel punto, la vittima, assistita dall’avvocato Giuseppe Montone, ha deciso di sporgere querela e di costituirsi parte civile.
La 51enne, difesa dall’avvocato Giuseppe De Lio, è stata quindi citata direttamente a giudizio davanti al Giudice di pace di Perugia con l’accusa di lesioni personali colpose. La contestazione è chiara: non aver custodito il cane con le dovute cautele, non impedendo così che lo stesso aggredisse e ferisse il passante.
Nella prima udienza, il giudice ha concesso un rinvio per permettere alle parti di esplorare nuovamente la via di una trattativa stragiudiziale. L’obiettivo è quello di trovare un accordo economico soddisfacente che possa chiudere la vicenda senza la necessità di arrivare a un dibattimento, evitando ulteriori disagi a entrambe le parti coinvolte.







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