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La Corte d’appello di Perugia ha riformato parzialmente la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Terni, respingendo le accuse di danno per allettamento su un’anziana di 92 anni dopo due operazione non andate a buon fine. Ridotto il risarcimento che scende a 64.000 euro.

La vicenda giudiziaria riguarda una signora, deceduta durante l’iter processuale, che era stata sottoposta a un primo intervento di osteosintesi del femore, fallito a causa di un “errore tecnico intra-operatorio”. Un mese dopo, la vite cefalica dell’impianto si era spostata in modo anomalo, perforando l’acetabolo. Il secondo intervento aveva causato una grave lesione al nervo sciatico popliteo esterno, che aveva lasciato la paziente con un importante deficit motorio alla gamba.

I giudici hanno accolto due motivi dell’appello, riducendo l’importo del risarcimento ritenendo che l’impossibilità di deambulare (“allettamento”) non costituisca una categoria autonoma di danno risarcibile.

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