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“Ogni dose di antibiotico deve essere somministrata solo quando realmente necessaria: questo deve valere sia in ambito sanitario umano che in quello veterinario”: è questo l’obiettivo della Regione Umbria dopo l’adesione al Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza (Pncar), che vuole combattere la ‘minaccia invisibile’ della resistenza agli antibiotici, che in caso di epidemia ci lascerebbe disarmati a livello sanitario; da qui il piano di preservare l’efficacia dei farmaci antibiotici attraverso il modello ‘One Health’, che riconosce come la salute dell’uomo sia indissolubilmente legata a quella degli animali e dell’ecosistema.

Si legge su perugia today come la strategia per la protezione dovrà essere attuata attraverso un sistema regionale integrato che vedrà il coinvolgimento delle quattro Aziende sanitarie regionali (Usl Umbria 1, Usl Umbria 2, Aziende ospedaliere di Perugia e Terni), dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (Izsum) “Togo Rosati” e dell’Arpa, garantendo così la copertura di tutte le attività previste, dalla ricerca scientifica alla pratica clinica sul campo.
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