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Dai ricercatori dell’Unipg arriva “un innovativo contributo per la diagnosi delle malattie neurodegenerative”. Come spiega l’ateneo in una nota “si tratta di uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Università di Amsterdam e la sezione di Neurologia – Laboratorio di Neurochimica Clinica – dell’Università degli Studi di Perugia”.
Come riporta Perugia Today, si tratta di un risultato “che apre nuove prospettive per una diagnosi davvero precoce, una migliore definizione biologica dei pazienti e lo sviluppo di terapie mirate”.
Il contributo dell’Università di Perugia “è stato determinante grazie a un approccio multidisciplinare che ha integrato competenze cliniche, biochimiche, biofisiche e di analisi dei dati. In particolare, la caratterizzazione approfondita della coorte UniPg e l’utilizzo della tecnica di seed amplification assay per lo studio dell’aggregazione dell’alfa-sinucleina hanno permesso di chiarire il significato clinico dell’aumento della DDC, facendo emergere come i livelli più elevati dell’enzima sono associati al parkinsonismo e alla disfunzione del sistema dopaminergico”.
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